🧭 Itinerario di 12 giorni in Cina: da Shanghai a Chengdu tra città, natura e panda
Come già ti abbiamo raccontato nell’articolo “Viaggio in Cina: tutto quello da sapere prima di partire”, abbiamo strutturato il viaggio con arrivo a Shanghai e rientro da Chengdu. L’itinerario parte quindi proprio da Shanghai.
✈️ L’imprevisto in aeroporto
Il viaggio inizia con un piccolo colpo di scena: già a Malpensa il volo accumula 8 ore di ritardo. Dovevamo atterrare sabato 3 maggio alle 18:40, ma siamo arrivati domenica 4 maggio alle 5:00, perdendo così la prima notte a Shanghai.
(Siamo ancora in fase di richiesta risarcimento con la compagnia aerea: aggiorneremo l’articolo quando ci saranno novità.)
Il lato positivo? Abbiamo testato l’efficienza di Trip.com e siamo riusciti a cancellare la prima notte ottenendo rimborso completo.
Atterrati finalmente a Shanghai, in aeroporto aspettiamo l’apertura della metro per il centro e intanto proviamo Alipay e la connessione internet: tutto perfetto, la carica giusta per partire!
🏙️ Giorno 1 – Bund e Città Vecchia
Appena arrivati, lasciamo gli zaini in ostello (zona Pudong Road, a sud del Bund). La posizione è comoda, ma non consigliamo la struttura per via della scomodità dei letti.
Se possiamo darti un consiglio, valuta un alloggio vicino a People’s Park o Nanjing Road: più centrali e pratiche per la metro.
💡 Nota: siamo capitati a Shanghai durante il ponte del 1° maggio – trovare hotel economici è stata un’impresa!
Iniziamo dall’East Bund Riverside Promenade, a Pudong: una piacevole passeggiata pedonale con vista doppia – il fiume Huangpu e i grattacieli moderni da una parte, gli edifici storici del Bund dall’altra. Spesso viene trascurata, ma merita almeno un paio d’ore.
Con la metro (fermata Yuyuan Garden) ci spostiamo nella Città Vecchia – Nanshi, dove visitiamo il celebre Giardino del Mandarino Yu (Yu Garden).
Tra le mura della città vecchia si susseguono botteghe e bancarelle di street food: impossibile non lasciarsi tentare. Il primo baozi appena sfornato lo ricordiamo ancora!

Yuyuan Garden
Proseguiamo l’esplorazione fino a People’s Park, cuore cittadino. La domenica qui si tiene il famoso “mercato dell’amore” dove decine di genitori espongono curriculum matrimoniali per trovare un buon partito ai propri figli. Una scena curiosa da osservare.
Dopo una pausa noodles, rientriamo in ostello per un breve riposo rigenerante. La sera usciamo di nuovo, destinazione Nanjing Road. Insieme a migliaia di cinesi percorriamo la via fino al Bund, per ammirare il celebre skyline illuminato.
Nonostante la folla e qualche spallata per conquistare lo scatto perfetto, lo spettacolo ripaga ogni fatica.
skyline notturno di Shanghai dal Bund

Concludiamo la giornata nella Città Vecchia, con un’abbondante scorpacciata di street food.
🌧️ Giorno 2 – Zhujiajiao, Tempio del Buddha di Giada e Shankangle
Il secondo giorno si apre sotto un cielo grigio e piovoso. Dopo una colazione veloce al 7-Eleven (abbiamo sempre alloggiato in strutture senza pasti inclusi), prendiamo la metro fino al villaggio di Zhujiajiao.
La parte antica del borgo si sviluppa intorno ai canali: non a caso è soprannominata la “Venezia cinese”. Passeggiamo tra vicoletti pittoreschi, pieni di negozietti e bancarelle di street food, alcune con piatti davvero curiosi e a volte difficili da identificare! Qui si respira un’atmosfera più tranquilla, lontana dalla frenesia di Shanghai.

Zhujiajiao
👉 Se hai in programma di visitare Zhujiajiao, si raggiunge facilmente con la linea 17 della metro (capolinea Zhujiajiao), in circa un’ora dal centro. Dedicagli almeno mezza giornata per goderti la passeggiata lungo i canali senza fretta.
Nel pomeriggio rientriamo in città per visitare il Tempio del Buddha di Giada, uno dei luoghi religiosi più famosi di Shanghai. Al suo interno si trovano due statue di Buddha scolpite interamente in giada bianca.
Tempio del Buddha di Giada

Chiudiamo la giornata nel quartiere alla moda di Shankangle, ricco di locali e ristoranti perfetto per cenare in un’atmosfera vivace ma rilassata.
Un piccolo suggerimento: se sei appassionato di street food, segnati Yunnan Road, una delle vie più famose di Shanghai per provare piatti tipici locali. Non è però sempre aperta o interamente accessibile, quindi verifica prima di andarci.
🚄 Giorno 3 – Arrivo a Pechino e visita al Palazzo d’Estate
Il nostro arrivo a Pechino è sorprendentemente veloce: in circa 4 ore e mezza di treno da Shanghai ci ritroviamo nella capitale cinese, una delle città più iconiche e affascinanti del Paese.
Pernottiamo allo Zhongyu Century Yuxuan Hotel (215 € per 3 notti), scelto perché si trova proprio di fronte alla stazione Beijing West. La posizione è strategica, infatti, oltre a essere ben collegata con la metro, ci permette di trovarci già sul posto per la partenza verso la prossima tappa, Xi’an, dato che il treno parte proprio da lì.
👉 Se vuoi approfondire come muoverti tra le varie città, leggi la guida dedicata: [Spostarsi in Cina: treni, voli e info utili].
Dopo aver lasciato i bagagli e fatto il check-in, ci dirigiamo subito verso la prima visita: il Palazzo d’Estate, a circa 15 km dal centro e facilmente raggiungibile in metro (fermata Beigongmen). Questo luogo, Patrimonio UNESCO, era il rifugio della famiglia reale durante le torride estati di Pechino.
Appena entrati si resta colpiti dalla maestosità del complesso, il palazzo si affaccia sul lago Kunming, artificiale ma spettacolare, dove è anche possibile noleggiare barchette e pedalò per ammirare il paesaggio da un’altra prospettiva.
Uno dei punti più suggestivi è il Lungo Corridoio, una galleria coperta in legno interamente dipinta, che collega la Collina della Longevità al lago.
I biglietti d’ingresso li acquistiamo direttamente sul posto, al costo di 30 ¥ a persona.
Se hai in programma di visitarlo, calcola almeno mezza giornata per esplorarlo con calma: il complesso è davvero vasto e offre moltissimi scorci panoramici. Noi abbiamo trascorso qui tutto il pomeriggio ed è stata un’ ottima scelta per iniziare a entrare nell’atmosfera di Pechino.
Concludiamo la giornata tra gli hutong di Shichahai, un quartiere suggestivo e perfetto per chi ama provare la cucina locale. Ceniamo al Ten Ren Cha Dao, dove ci abbuffiamo di ravioli prima di rientrare in hotel.
🏯 Giorno 4 – Escursione alla Muraglia Cinese e visita ai templi
Sveglia all’alba: oggi ci aspetta una delle esperienze più emozionanti del viaggio, la Muraglia Cinese.
Con un Didi (circa 400 ¥ A/R) raggiungiamo in un’ora e mezza l’ingresso di Mutianyu, una delle sezioni meglio conservate e panoramiche dell’intera muraglia.
Il biglietto costa 140 ¥ a persona e include sia il bus navetta che collega la biglietteria alla funivia, sia la funivia che porta direttamente sulla Muraglia.
La sensazione, una volta in cima, è indescrivibile: immensa, imponente e avvolta da una calma quasi irreale nelle prime ore del mattino. Camminare tra torri di guardia e tratti ripidi è un’emozione che resta addosso.

Muraglia Cinese di Mutianyu
👉 Se hai la possibilità, arriva presto al mattino, fino alle 10 la zona è tranquilla, poi iniziano ad arrivare i gruppi organizzati e la magia un po’ svanisce.
Quando decidiamo di scendere, lo facciamo in modo tutt’altro che convenzionale: con il toboga, una lunga pista di slittino che, per circa 100 ¥, dalla torretta 6 riporta a valle tra curve e risate. Un’esperienza folle e divertente che rifaremmo senza esitazione.
Toboga

Dopo pranzo in un piccolo ristorante vicino alla biglietteria, rientriamo a Pechino per visitare il Tempio dei Lama (Yonghe Gong). Qui si trova una statua da Guinness dei primati: il Buddha in legno più alto del mondo, scolpito da un unico tronco. Il tempio, considerato il più importante centro del buddismo tibetano fuori dal Tibet, trasmette un’atmosfera intensa e suggestiva.
Il biglietto d’ingresso costa 25 ¥ a persona e si può acquistare direttamente all’ingresso.
A due passi si trova anche il Tempio di Confucio, che visitiamo per vicinanza. È carino, ma se hai poco tempo a disposizione, ti consigliamo di dedicarlo al Tempio del Cielo, altro simbolo di Pechino. Noi purtroppo non siamo riusciti a visitarlo per mancanza di tempo.
Chiudiamo la giornata in bellezza con una cena tipica a base di anatra alla pechinese al celebre Quanjude Roast Duck, nei pressi della Città Proibita. Oltre al piatto simbolo di Pechino, la zona è perfetta anche per una passeggiata serale.

cena con anatra alla pechinese
🏮 Giorno 5 – Città Proibita, Piazza Tian’anmen e Jingshan Park
La mattina è dedicata alla Città Proibita, prenotata in anticipo su GetYourGuide (16 € a persona). I biglietti sono disponibili solo una settimana prima e si esauriscono rapidamente, quindi conviene organizzarsi per tempo.
Abbiamo preso anche un’audioguida, utile per orientarsi tra i padiglioni, ma se puoi affidarti a una guida locale, l’esperienza sarà ancora più completa.
Appena varcati i cinque ponti d’ingresso, ci rendiamo conto delle dimensioni immense del complesso. Il primo edificio che si incontra è la Sala della Suprema Armonia, la più grande e solenne. Da lì in poi si susseguono cortili, padiglioni e giardini, un labirinto di architetture dove è facile perdersi.
Un aspetto che può spazientire è che la maggior parte delle stanze non è accessibile, si può solo sbirciare dagli ingressi insieme a un fiume di visitatori. Colpiscono però i dettagli: i tetti gialli, colore riservato all’imperatore, e le file di animaletti mitologici sui cornicioni, a protezione degli edifici (più sono numerosi, più l’edificio è importante).
Città Proibita

Dopo pranzo ci spostiamo verso Piazza Tian’anmen, cuore politico e simbolico della Cina.
Per entrare è necessario mostrare il passaporto e la conferma della registrazione obbligatoria sul sito ufficiale (noi l’abbiamo fatta tramite GetYourGuide, circa 4 € a persona). I controlli sono rigidissimi: metal detector, scanner, ispezione manuale degli zaini e presenza costante della polizia.
Qui la storia si respira ovunque: è il luogo in cui Mao proclamò la nascita della Repubblica Popolare Cinese e dove si svolsero le proteste del 1989. Oggi ospita il Mausoleo di Mao, il Monumento ai Caduti e, a lato, il Parlamento cinese.

Piazza Tian’anmen
Chiudiamo la giornata al Jingshan Park, un’oasi verde con una collina artificiale costruita con le terre degli scavi della Città Proibita. Dalla cima si gode di una vista spettacolare sul complesso imperiale, soprattutto al tramonto. Purtroppo il cielo era velato e non abbiamo avuto i colori che speravamo, ma resta un luogo da non perdere.
vista dal Jingshan Park

👉 Se vuoi visitare in un solo giorno Piazza Tian’anmen, Città Proibita e Jingshan Park, l’ordine migliore è proprio questo: dalla piazza si entra direttamente nella Città Proibita (non è possibile fare il contrario) e il parco si trova a pochi minuti dall’uscita nord.
Noi, facendo l’itinerario al contrario, abbiamo perso un po’ di tempo negli spostamenti… ma almeno ci siamo evitati le code più lunghe per accedere alla piazza.
🕌 Giorno 6 – Arrivo a Xi’an, quartiere musulmano e mura della città
La mattina presto lasciamo Pechino e ci spostiamo a Xi’an in treno.
👉 Per tutti i dettagli su costi, tratte e prenotazioni dei biglietti, trovi un articolo dedicato: [Spostarsi in Cina: treni, voli e info utili].
Il viaggio dura circa 4 ore e in men che non si dica siamo nella città che per secoli è stata l’inizio (o la fine) della Via della Seta, oltre che antica capitale della Cina.
Soggiorniamo al City Comfort Inn, prenotato come sempre su Trip.com, al costo di 103 € per due camere matrimoniali per due notti. Dopo esserci sistemati, iniziamo a esplorare Xi’an e capiamo subito che ha un’anima unica, con una forte influenza musulmana. Qui l’Islam si diffuse grazie al passaggio dei mercanti lungo la Via della Seta, e lo si percepisce ancora oggi, soprattutto nella cucina e nei profumi delle strade.

quartiere musulmano
La prima tappa è la Grande Moschea di Xi’an, una delle più antiche della Cina, sorprendente fusione tra architettura cinese e fede islamica. La moschea si trova nel cuore del quartiere musulmano, la zona più vivace della città, un groviglio di strade tra bancarelle.
Grande Moschea di Xi’an

Per pranzo ci lasciamo tentare dai famosi noodles freddi e piccanti (spoiler: a noi non sono piaciuti, ma fanno parte della tradizione locale!).
Il pomeriggio lo trascorriamo sulle mura di Xi’an, che racchiudono il centro storico. Qui il caos della città sembra lontanissimo, percorriamo tutto il perimetro noleggiando delle biciclette e ci godiamo scorci suggestivi sulla città.
👉 Ti consigliamo di salire sulle mura nel tardo pomeriggio, quando le luci della città iniziano ad accendersi.

mura di Xi’an
La sera ci spostiamo nella zona della Bell Tower: di giorno è già imponente, ma illuminata di notte diventa uno spettacolo. Colpisce anche la quantità di ragazze in abiti tradizionali che posano per foto con la torre sullo sfondo — uno spaccato di vita locale.
Bell Tower illuminata

Per cena torniamo tra le vie del quartiere musulmano per una nuova scorpacciata di street food: ravioli fumanti e il tipico roujiamo, il celebre hamburger cinese, preso tra le bancarelle del mercato.
🧱 Giorno 7 – L’Esercito di Terracotta e la Grande Pagoda dell’Oca Selvatica
La giornata è dedicata alla visita del celebre Esercito di Terracotta, una delle attrazioni più conosciute e affascinanti della Cina.
I biglietti li avevamo acquistati in anticipo su GetYourGuide (86 € per tre ingressi). Come in quasi tutte le attrazioni cinesi, non servono biglietti cartacei, ma basta scansionare il passaporto ai tornelli ed entri direttamente.
Per arrivare usiamo un Didi (circa 260 ¥ A/R), che in un’ora ci porta al sito archeologico.
Appena dentro, le sale si aprono una dopo l’altra, enormi e suddivise in padiglioni. Il primo impatto è fortissimo: davanti a noi centinaia di statue, file di guerrieri e cavalli schierati come se il tempo non fosse mai passato. Pensare che si tratta di una delle più grandi scoperte archeologiche del secolo, avvenuta in tempi recenti e quasi per caso, lascia davvero senza parole.

Esercito di terracotta
👉 Se puoi, arriva la mattina presto, si riempie velocemente e diventa quasi impossibile muoversi.
Quello che lascia ancora più senza parole, però, è la quantità di gente. Qui lo abbiamo capito bene: i cinesi non hanno alcun senso dello spazio personale. Se avessero potuto saltarci sulle spalle per vedere meglio, l’avrebbero fatto senza problemi 😅.
Tra spintoni, gomitate e bambini che ti passano letteralmente tra le gambe, capiamo subito che l’unico modo per sopravvivere è adattarsi: avanzare, spingersi un po’ e, soprattutto, non fermarsi subito all’ingresso, ma cercare spazio sui lati dei padiglioni, dove si riesce a respirare.
All’uscita del museo veniamo inghiottiti in un vero e proprio “corridoio del consumo”: ristoranti, catene di fast food, negozi di souvenir e attrazioni varie. È un aspetto che in Cina si nota spesso, ogni luogo turistico diventa occasione per costruire attorno un piccolo parco divertimenti. A volte fa sorridere, altre è un po’ eccessivo.
Per completare la visita ci spostiamo poi al Mausoleo del Primo Imperatore, incluso nel biglietto e collegato con una navetta gratuita. Qui il ritmo cambia completamente: niente folla, solo verde e tranquillità. Non lo definiremmo imperdibile, ma come pausa dopo il caos del museo è stato quasi terapeutico.
Rientrati a Xi’an, visitiamo la Grande Pagoda dell’Oca Selvatica, uno dei simboli della città. Costruita per conservare statue e testi buddhisti provenienti dall’India, si trova in una zona molto frequentata, dove è facile imbattersi in scene di vita quotidiana, come gruppi di ragazzi che ballano nel parco adiacente.
Grande pagoda dell’oca selvatica

Considerazioni su Xi’an
Voglio dedicare due righe in più a questa città. Xi’an mi ha stupito positivamente: spesso viene considerata solo una tappa obbligata per l’Esercito di Terracotta, ma in realtà merita una visita approfondita. È viva, autentica, con un mix di culture e influenze che la rendono diversa da tutte le altre città cinesi che abbiamo visto. Qui si respira un’anima diversa. Non è solo un passaggio obbligato, è una meta da scoprire.
🌄 Giorno 8 – Arrivo a Zhangjiajie e sistemazione a Wulingyuan
Lasciamo Xi’an e prendiamo un volo interno per Zhangjiajie (trovi i dettagli pratici sui voli in Cina nell’articolo dedicato). Atterrati, ci ritroviamo subito nel classico caos cinese: tassisti ovunque che cercano di accaparrarsi i turisti, un po’ come succede a ogni aeroporto.
Per le prime due notti soggiorniamo a Wulingyuan, scelta perfetta per chi vuole essere vicino al Zhangjiajie National Park. Alloggiamo al Wangji Shanju Humanities Inn, al costo di 66 € per due camere matrimoniali.
La struttura è semplice e non molto moderna, ma la posizione è ideale e soprattutto il proprietario si rivela fondamentale per organizzare l’escursione al parco per il giorno successivo.
Con 500 ¥ a testa ci fornisce i biglietti che includono ingresso, ascensori e cabinovie illimitati, normalmente da pagare a parte. Un servizio comodissimo, che ci ha tolto parecchi pensieri.
Sistemate le cose per l’indomani, usciamo a fare due passi e ci accorgiamo che la strada davanti all’hotel la sera diventa pedonale: al posto delle auto spuntano decine di bancarelle di street food — carne alla griglia, spiedini, noodles, dolci… impossibile non farsi tentare. Il paesino, che poi tanto piccolo non è, ha un’aria tipica di montagna, molto diversa da tutto quello che avevamo visto finora in Cina.
Ceniamo sotto casa, immersi nei profumi delle bancarelle, poi andiamo a dormire presto: il giorno dopo ci aspetta il parco che ha ispirato i paesaggi di Avatar.

wulingyuan
👉 Se hai più tempo a disposizione, nei dintorni di Zhangjiajie si trovano due località che meritano una menzione speciale: Furong e Fenghuang, entrambe raggiungibili in bus o treno. Noi non siamo riusciti a visitarle, ma se il tuo itinerario lo consente possono essere ottime mete aggiuntive per scoprire villaggi più autentici della zona.
🏞️ Una scelta da fare: Parco o Grand Canyon?
Inizialmente avevamo pensato di dividere la giornata successiva tra due tappe: la mattina nel Zhangjiajie National Park e il pomeriggio al Grand Canyon, famoso per il suo ponte di vetro sospeso. Il proprietario dell’hotel, però, ci ha fermati subito:
“Con un solo giorno non riuscirete a godervi né l’uno né l’altro. Meglio fare una cosa, ma fatta bene.”
E aveva perfettamente ragione. Alla fine ci siamo concentrati solo sul parco nazionale, che richiede almeno un’intera giornata per essere apprezzato.
A conti fatti, anche il prezzo che abbiamo pagato era conveniente: il biglietto base costa 248 ¥, a cui andrebbero aggiunti i costi per l’ascensore Bailong e le varie funivie, quindi la soluzione proposta dall’hotel è risultata perfetta per chi, come noi, aveva i tempi stretti.
🌲 Giorno 9 – Zhangjiajie National Park
Devo ammetterlo: fino a quando ho iniziato a pianificare questo viaggio non sapevo nemmeno che le montagne di Avatar esistessero davvero. Pensavo fossero pura fantasia cinematografica, e invece scopro che quei paesaggi incredibili hanno una base reale: il Parco Nazionale di Zhangjiajie (Zhangjiajie National Forest Park). Da quel momento la visita è diventata un obiettivo primario del nostro itinerario, al pari della Grande Muraglia Cinese.
Per questo abbiamo scelto di soggiornare a Wulingyuan, il villaggio a pochi passi dall’ingresso del parco: una posizione perfetta per non perdere tempo negli spostamenti e vivere l’esperienza al massimo.
Entriamo presto al mattino e già qui ci rendiamo conto che l’organizzazione è fondamentale: il parco è enorme, si sviluppa su più livelli e, anche se ci sono cartelli e indicazioni per i punti panoramici, non è sempre chiaro come muoversi.
Anche l’ingresso è piuttosto tecnologico: al primo accesso viene scansionato il passaporto insieme al volto, che viene associato digitalmente al documento. Ai tornelli successivi non serve più mostrare nulla, basta passare davanti alla telecamera e il sistema riconosce automaticamente il visitatore.
All’ingresso si formano due code principali: una porta al famoso ascensore Bailong, l’altra alla cabinovia per Tianzi Mountain. Seguendo il consiglio del nostro host, scegliamo la seconda. Prima, però, è necessario prendere un bus interno che porta fino alla stazione della cabinovia.
Il proprietario dell’hotel ci aveva disegnato a mano una piccola mappa con il percorso “cabinovia → camminata → bus” e così via. Senza di lui avremmo probabilmente perso un sacco di tempo a orientarci.
👉 Consiglio: affidati agli albergatori locali: conoscono benissimo il parco e, in base al tempo che hai, sapranno indicarti l’itinerario migliore.
Arrivati in quota con la cabinovia, iniziamo la visita dell’area di Tianzi Mountain. Da lì, a varie tappe, scendiamo con bus e tratti a piedi lungo un sentiero che costeggia le montagne, fino ad arrivare alla parte bassa del parco. Scelta perfetta: vediamo sia i panorami dall’alto, con le montagne che sembrano sospese nel vuoto, sia la prospettiva dal basso, più silenziosa e immersa nella natura.
Zhangjiajie national park

Il gran finale è stato l’ascensore Bailong. Quando lo abbiamo preso eravamo praticamente solo noi tre: salire in quell’enorme ascensore di vetro e vedere aprirsi davanti agli occhi le Hallelujah Mountain è stata un’emozione indimenticabile.
Dall’arrivo dell’ascensore seguiamo le indicazioni per il First Bridge, un arco naturale di roccia che collega due pilastri: uno dei punti più iconici e fotografati dell’intero parco. Poco più avanti si trova la Foresta dei desideri, dove centinaia di nastrini rossi sono legati ad alberi e staccionate, ognuno con sopra un pensiero o un auspicio. Ci ricorda molto le tradizioni giapponesi (pergamene e tavolette con desideri).
👉 Attenzione alle scimmie: sono abituate all’uomo e, se lasci qualcosa incustodito, te lo portano via. Abbiamo assistito a veri e propri furti dalle borse e, a volte, sembrano quasi voler “attaccare” se ti avvicini troppo.
La sera ceniamo in un ristorantino tipico di Wulingyuan, uno di quei locali dove al centro del tavolo c’è una piattaforma girevole per condividere i piatti. In Cina la condivisione del cibo è un gesto importante: il pasto è un momento collettivo, non individuale.
Il posto si chiamava — o almeno così risultava su Alipay — Xiangjian Native Restaurant. Ordiniamo (troppo!) senza capire bene cosa: straccetti di manzo piccanti, riso, melanzane fritte, tofu in agrodolce e molto altro.
Spesa finale: circa 25 € a testa — alta per gli standard cinesi, ma quantità da sfamare otto persone.
Concludiamo la giornata seduti sotto l’albergo, tra le bancarelle illuminate, con una Tsingtao ghiacciata in mano. Dopo una giornata così intensa, non poteva esserci finale migliore.
🏔️ Giorno 10 – Alla scoperta del Monte Tianmen
Sveglia presto, poco dopo l’alba. Chiamiamo un Didi e in circa 40 minuti (costo 121 ¥) raggiungiamo Zhangjiajie città, dove lasciamo gli zaini al nostro nuovo hotel per una notte: il Yunmengqi Boutique Inn, pagato 34 € per due matrimoniali.
La posizione è davvero comoda: nel cuore della zona pedonale, piena di piccoli ristoranti, negozietti e mini market, ma soprattutto a pochi passi dalla stazione dei bus e dalla cabinovia per il Monte Tianmen, la celebre Porta del Paradiso.
Per raggiungere il Monte Tianmen ci sono due opzioni principali:
- Bus, lungo la spettacolare strada delle 99 curve, che sale serpeggiando fino alla base della montagna.
- Cabinovia, scegliendo tra due percorsi:
• Percorso A – parte dal centro di Zhangjiajie e utilizza la funivia del Monte Tianmen, una delle più lunghe al mondo (circa 7,5 km, 30 minuti di salita).
• Percorso B – combina un breve tragitto in bus fino alla funivia Express della Grotta di Tianmen, più corta ma ugualmente panoramica; da lì si sale alla base della montagna e si affrontano i 999 scalini.
👉 Noi abbiamo scelto il Percorso B, acquistando i biglietti in anticipo su Trip.com (circa 32 € a persona). Scelta azzeccata: evitiamo le code interminabili del mattino e viviamo il percorso in modo lineare, salendo con la funivia corta e scendendo nel pomeriggio con quella principale, che offre panorami mozzafiato sulla valle.
Siamo stati fortunati, giornata limpida e soleggiata. Non è raro imbattersi in nebbia o foschia e non riuscire a vedere la Porta del Paradiso, il grande foro nella roccia visibile già dall’inizio dei 999 gradini.

Porta del Paradiso
La salita richiede un po’ di sforzo fisico, ma niente di impossibile: con qualche pausa si arriva tranquillamente in cima e la vista ripaga la fatica.
👉 Alternativa ai gradini: esiste anche un ascensore interno alla montagna, a pagamento, per chi preferisce evitare la scalinata. Noi non l’abbiamo preso, ma può essere utile se tempo o energie sono limitati.
Una volta attraversata la Porta del Paradiso, la salita non finisce del tutto, ma diventa più comoda, all’interno della montagna ci sono scale mobili (tante!) che portano fino alla parte superiore del monte. Da qui partono due percorsi panoramici tra templi, passerelle di vetro e ponti sospesi, con viste spettacolari sulle vallate.
Noi proviamo una passerella di vetro, ma onestamente non ci entusiasma: troppa gente per godersela davvero. Molto più piacevoli i sentieri che costeggiano le pareti della montagna, dove si respira un po’ di calma e si apprezza il panorama in silenzio.
sentieri panoramici

La giornata si conclude con una tappa davvero particolare: il 72 Strange Building. Si trova un po’ fuori dal centro ma è facilmente raggiungibile con Didi. L’ingresso costa 88 ¥ a persona e l’edificio è una rappresentazione del Monte Tianmen, con un grande foro al centro, proprio come la “porta del paradiso”. Una volta dentro, sembra di essere catapultati in una dimensione parallela dove nulla ha senso: spettacoli di luci e musica, robot giganti che ballano, ballerine sospese, effetti speciali ovunque e, naturalmente, le immancabili bancarelle di street food e negozi di souvenir.
Ad oggi faccio ancora fatica a trovare una definizione precisa di cosa sia… ma una cosa è certa: vale la pena passarci una serata, perché il divertimento è assicurato! 🎢

72 Strange Building
🐼 Giorno 11 – Arrivo a Chengdu e il Tempio di Wuhou
Sveglia presto anche oggi: è il giorno della nostra ultima tappa, Chengdu. Raggiungiamo l’aeroporto e prendiamo un volo Air China (circa 1 h e 30’).
A Chengdu soggiorniamo al Sfeel Designer Hotel, pagato 82 € per due camere matrimoniali. Ottima posizione, vicino alla stazione metro di Tianfu Square, uno snodo centrale da cui partono diverse linee e dove si trovano tantissimi ristorantini e negozi.
Dopo il check-in e aver lasciato gli zaini, pranziamo velocemente in un ristorante di sushi della zona e poi ci dirigiamo verso la nostra prima visita: il Tempio di Wuhou, raggiungibile in metro (fermata Gaoshengqiao). Il Wuhou Shrine è immerso nel verde, con sentieri tranquilli, cortili e padiglioni che raccontano secoli di storia cinese.
Wuhou Shrine

All’uscita del tempio ci imbattiamo in una strada commerciale piena di bancarelle e negozietti di souvenir. Come in molte città cinesi, si trova davvero di tutto, dalle bacchette decorate agli snack più insoliti.
Tra tutte le curiosità, però, una in particolare ci colpisce: i pulitori di orecchie. Sì, proprio così. A Chengdu questa pratica è molto diffusa e ci sono veri e propri “maestri” che la eseguono anche per strada, con strumenti metallici e una precisione quasi chirurgica. Noi ci limitiamo a osservare… ed è già abbastanza! 😅
Concludiamo la giornata con una delle esperienze gastronomiche più attese: il celebre hotpot di Chengdu. Avevamo deciso fin dall’inizio di provarlo qui, nella sua città d’origine, e non ha deluso: piccante, molto piccante.
👉 Se vuoi scoprire quali sono i piatti tipici da provare in Cina, tra cui proprio l’hotpot, trovi un approfondimento nell’articolo dedicato ai cibi cinesi da non perdere.

hotpot tradizionale
🐼 Giorno 12 – I panda di Chengdu
Ultimo giorno in Cina, e avevamo una sola missione: vedere i panda. Chiudiamo il viaggio in una giornata calda e umida, ma non potevamo immaginare modo migliore per concludere la nostra avventura.
La Chengdu Research Base of Giant Panda Breeding si trova fuori dal centro città, ma è semplice da raggiungere: metro fino alla fermata Panda Avenue e, da lì, bus navetta diretto all’ingresso principale. I biglietti del bus si acquistano alla biglietteria appena fuori dalla stazione della metro.
I biglietti d’ingresso al centro li compriamo in anticipo su Trip.com, per un totale di 22,5 € (tre ingressi).
👉 L’acquisto online è consigliato perché l’ingresso è a numero limitato per evitare sovraffollamenti, soprattutto in alta stagione.
Entriamo dal Gate South e il posto ci conquista subito: il centro è immerso nel verde e diviso in diverse aree che riproducono gli habitat naturali dei panda, con recinzioni e spazi climatizzati. Accanto a ogni recinto trovi schede dei singoli animali, vere e proprie “carte d’identità”: nome, età, peso e curiosità come gran dormiglione oppure amante del bagno!
È importante sottolineare che non si tratta di uno zoo, ma di un centro di ricerca e salvaguardia: qui i panda vengono curati e allevati per favorirne la conservazione. Grazie a programmi come questo, oggi i panda non sono più considerati a rischio estinzione, anche se restano una specie vulnerabile e protetta.
Per via del caldo e dell’umidità, molti panda sono nelle aree interne climatizzate, ma vederli da vicino è emozionante. Sono buffi, goffi e teneri come pochi, passano le giornate dormendo e mangiando, un po’ come i cinesi, che sembrano sempre intenti a mangiare qualcosa! 😄
Panda

Trascorriamo qui tutta la mattinata e parte del pomeriggio, muovendoci tra i vari percorsi. Oltre ai panda giganti, c’è anche una sezione dedicata al panda rosso, più piccolo, elegante e vivace, ma — a mio avviso — meno suggestivo del gigante.
Usciamo dal Gate West e prendiamo un bus diretto a Kuanzhai Alley, la parte vecchia della città oggi trasformata in un vivace quartiere pieno di bar, ristoranti e negozietti di souvenir. Passeggiamo tra le viuzze affollate comprando gli ultimi regali, immersi nell’atmosfera caotica tipicamente cinese.

Kuanzhai Alley
Concludiamo la giornata nell’area pedonale vicino al Ponte Anshun, che conserva ancora la sua architettura tradizionale. Restiamo ad aspettare che si illumini al calar della sera: riflesso sul fiume, con i suoi archi dorati, è uno spettacolo davvero suggestivo. Qui trascorriamo le ultime ore del viaggio seduti in un locale, gustandoci una birra fresca, mentre tiriamo le somme di queste intense giornate in Cina.
Ponte Anshun

Questo viaggio ha superato ogni aspettativa, lasciandoci un ricordo indelebile. Non è stato facile organizzarlo da soli, è ancora una meta piuttosto “vergine” a livello turistico — ma proprio per questo è stato ancora più speciale.
La Cina ci ha sorpresi a ogni passo, e sappiamo già che ci torneremo presto.
✈️ Scarica l’itinerario completo in PDF
Se stai organizzando un viaggio in Cina e vuoi avere tutto sotto mano, ho preparato un PDF gratuito con l’itinerario giorno per giorno: tappe, consigli su dove alloggiare e budget indicativo.
È pensato sia per la consultazione offline durante il viaggio, sia come base da cui partire per creare e personalizzare il tuo itinerario perfetto.

Che itinerario fantastico! Sto pensando di andare in Cina e prenderò spunto…